MARIO CONGIU live. Opening act: THE FONZ - LIBERACUSTICA

Thu, 20/05/2010
Circolo in cui si svolge l'evento: 
Fotogallery: 
MARIO CONGIU live. Opening act: THE FONZ  - LIBERACUSTICA

Cafè Liber è orgoglioso di presentare:

LIBERACUSTICA. Minirassegna di musica.
19 - 23 maggio 2010. Ingresso libero con tessera Arci.
Cafè Liber - corso vercelli 2, Torino

Giovedì 20 maggio, ore 21.30
MARIO CONGIU live. Opening act: THE FONZ

MARIO CONGIU presenta EgoTrip – il nuovo album
Cantante e chitarrista del trio Le Voci del Tempo e del gruppo di rock’n’roll acustico El Tres, dopo numerose collaborazioni (Colorado per Italia1; Umberto Orsini e Monica Guerritore per Rai2; Gipo Farassino per i più importanti teatri piemontesi) Mario Congiu si presenta adesso con un disco realizzato interamente con le proprie forze.
Ma il titolo EgoTrip non evoca soltanto il piacere provato dall’artista nel comporre, suonare e produrre tutta la musica da solo. E’ anche un rimando
suggestivo al mondo svuotato di sogni collettivi in cui si muovono i personaggi delle canzoni. L’EgoTrip, dunque, come una sorta di “croce e delizia” dei nostri giorni.
L’album è fatto di dieci canzoni in stile rock che raccontano storie di uomini e donne che incrociano i loro destini su paesaggi metropolitani, per lo più
notturni. Storie in cui la città, la moltitudine è poco più che uno sfondo sul quale si stagliano vicende, emozioni e pensieri al singolare.
Sono canzoni d’amore, scritte da Mario Congiu con l’energia e il divertimento di sempre, per emozionarsi assieme pubblico in un concerto rock’n'roll e folk a base di chitarra, armonica, piano e voce. Un concerto in cui non mancheranno i classici: “sperando – dice – che Sam Cooke si ricordi di noi quando sarà il giorno del giudizio e Graham Parker ci impresti la sua Telecaster”.
Le canzoni di EgoTrip Il viaggio inizia da Torino 3,40 am (blues in minore con chitarre alla Dick Dale e
un groove quasi dance ‘70), continua con Il coupè (scherzo in puro stile r’n'r’), prosegue per Ogni stella (con la voce armonizzata alla McCartney sulla batteria di Karma police) e arriva fino a Fuochi accesi (episodio di solo voce e chitarra finger style, alla Dylan).
Si ricomincia con Una piccola parte di cielo (dove l’arpeggio minore introduce un De André in distorsione e prelude un lungo solo di chitarra finale), si
prosegue con A casa da te (storie catturate dal finestrino di un treno e vestite col suono dei Creedence) e si finisce su Corso Regina (fotografia di una giovane regina del marciapiede alle sei del mattino, sui colori di Be my baby – nacchere, Ronettes e Phil Spector – e il pianoforte di Backstreets). Si chiude il viaggio in compagnia di Un Taxista, finale perfetto per un ego-trip: voce e pianoforte, con il protagonista della canzone che guarda nello specchietto retrovisore un altro “solo” urlare di rabbia e follia.
www.myspace.com/mariocongiu