Brixton Live - the Gosh
Delle band "made in brixton" i gosh sono indiscutibilmente la più longeva. Dopo diversi tour in Europa ed in Italia, dopo esser saliti sui palchi dei più importanti festival dello stivale, i gosh tornano al circolo per "scassare tutto", come piace a noi!
Ecco la recensione del loro disco Pineland presa da GenovaTunes, curata da Alberto Marinelli:
...Melodie nostalgiche. Atmosfere introspettive e viscerali comunicano uno spettro cromatico dalle tinte dolci, chiaroscuri fortemente contrastati, note ossessive, piene di energia e passionalità.
Suoni e sensazioni piacevolmente eterogenei emergono da questo Pineland, ultimo lavoro dei ponentini The Gosh. Dodici tracce dalle quali traspare una combinazione di svariate influenze, dall 'alternative rock alla new wave, con digressioni dark e post punk. Di fatto però il timbro della band è caratterizzato da una marcata personalità; gusto ed esperienza sono palpabili in ogni nota, fusi per creare un ' efficace amalgama emozionale.
I brani sono ben prodotti e multiformi, l 'interesse rimane alto per tutta la durata del disco. Fin dalle prime note di Jacknife si intuisce subito uno dei punti di forza del gruppo: la fisarmonica suonata da Luca, frontman dalla voce calda e passionale, regala dimensioni a tratti folk, conferendo una nuova spazialità ad un genere in cui trovate simili di certo non abbondano. Ma anche gli altri non scherzano: il basso corposo di Ettore, dalle sfumature quasi funky, la batteria nervosa, precisa e trascinante di Felix, le chitarre minimali di Bob danno vita a un ottimo ensemble, compatto, originale e carismatico.
Dalle chitarre essenziali e alienanti di For an if si passa all ' accattivante Siren 's Song, dove un seducente giro di basso è la spina dorsale che guida il pezzo verso un refrain decisamente evocativo, così come quello di The last thing, brano dalle dinamiche interessanti e dalle piacevoli backing vocals. Superbe Trepass e Spider, pezzi che suonano come manifesti del gruppo; bellissime le dinamiche nella prima, così come l ' azzeccatissima sezione ritmica, mentre le sognanti e introspettive sonorità della seconda fanno fatica a stemperarsi ad ascolto finito. Echi di alienazione metropolitana emergono in Single, dall 'intro malinconico carico di pathos; sensazioni simili emergono anche in Missing the frog, dal ritornello energico e dalle strofe dolci, dalla palpabile drammaticità. La fisarmonica apre il sipario, spetta quindi a lei concludere l 'ascolto di questo lavoro introducendo l 'ultimo pezzo, Flying over.
Chi ha avuto il piacere di apprezzare il gruppo in sede live, troverà ascoltando Pineland quel concentrato di emozioni, colori e immagini che il gruppo sa trasmettere, attraverso una passione e una creatività che confermano i Gosh una delle migliori realtà in cui ci si possa imbattere.
I prossimi Real Live
19/05/2012
24/05/2012
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